Progetto Conservazione Uova di Seppia

L'obiettivo fondamentale del  progetto è quello di realizzare strumenti e modalità concrete ed efficaci per rendere le tecniche di pesca tradizionali effettuate dagli operatori della piccola pesca, maggiormente sostenibili. In particolare, la risorsa ittica oggetto del progetto è la Seppia, pescata con attrezzi da posta dagli operatori della piccola pesca.
E' da premettere che anno dopo anno lo stock ittico rappresentato della seppia risulta in costante diminuzione e così pure le quantità pescate a fronte di un prodotto che il mercato richiede con costanza e che spunta prezzi di vendita che permettono margini elevati.
Analizzando i dati del mercato ittico di San Benedetto del Tronto tra il 2009 - 2010 c'è stata una diminuzione delle quantità di seppie pescate pari al 33% ed i quantitativi del 2011 ad oggi evidenziano un ulteriore notevole calo delle quantità ed un evidente aumento dei prezzi medi di mercato.(rif Tab 1)

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Nel tratto costiero del Medio-Adriatico la piccola pesca effettua la cattura della seppia principalmente con le nasse o coculli, (trappole per la cattura di pesci, crostacei e cefalopodi), che nel periodo da Marzo a Giugno/Luglio creano una lunga linea continua di attrezzi fissi lungo le acque costiere.

Tale pesca è consentita proprio nel corso dell’attività riproduttiva della seppia e quindi in un periodo particolarmente delicato del ciclo vitale per la gestione di questa risorsa.

Le seppie entrano nelle trappole utilizzate dai pescatori, attratte dal riparo che queste creano in acqua, spinte dall'istinto di deporre le uova in ambienti protetti, spesso depositando le uova all'interno o all'esterno della struttura della nassa e sulle cime di ancoraggio. E' tipico ad ogni salpata degli attrezzi utilizzati (nasse/coculli) constatare che l’attrezzatura da pesca è costellata di uova di seppia.

Le uova, di colore nero hanno l’aspetto di acini d’uva ed hanno un peso medio di circa mezzo grammo con una lunghezza media di poco inferiore al centimetro, vengono deposte dalle seppie fuori e dentro gli attrezzi da pesca. Hanno una consistenza gommosa e sono ancorate al substrato scelto tramite dei filamenti che ne permettono la fluttuazione ma ne impediscono il distacco.


La seppia (sepia officinalis) ha una vita media di circa 2 anni con un ritmo di accrescimento che dopo circa 6 mesi dalla nascita la porta ad avere un peso di circa 300 gr.. Inoltre questo animale non effettua grandi migrazioni ma nato nelle acque costiere si sposta in mare aperto durante i mesi invernali per poi ritornare verso la costa nel periodo primaverile spinto dall'istinto di riproduzione. E' verosimile pensare che le seppie nate nel medio adriatico continuino a vivere e riprodursi nella stessa area.

Un chilogrammo di uova di seppia, con un tasso di natalità (che secondo alcuni autori è intorno al 70-80%) può dare origine a circa 3.000 esemplari.

La Problematica

I pescatori locali hanno la consuetudine di eliminare le uova già fecondate presenti sulle nasse, togliendole durante le periodiche e necessarie attività di ispezione e pulizia delle attrezzature da pesca, sia perchè deposte proprio all'imboccatura delle nasse sia perchè appesantiscono notevolmente le strutture utilizzate.

E’ facilmente comprensibile come tale pratica possa essere distruttiva in quanto, oltre alla cattura della seppia, si riduce anche la possibilità della sua riproduzione. Se a ciò si somma la notevole estensione degli attrezzi da pesca sul litorale, appaiono evidenti le ridotte possibilità dei riproduttori di raggiungere le acque basse per deporvi le uova, che saranno comunque oggetto anche di predazione da parte di altri organismi marini.

La Blu Marine Service ha come obiettivo la messa a punto efficaci di strumenti e modalità per rendere tale pesca più sostenibile ed in linea con quanto promosso dall’Unione Europea, mediante la Politica Comune della Pesca (PCP) che prevede un approccio di tipo precauzionale, in base al quale devono essere promosse misure atte a proteggere e conservare le risorse acquatiche vive, provvedendo uno sfruttamento sostenibile e rendendo minimo l’impatto della pesca sugli ecosistemi marini. Il progetto ha lo scopo di migliorare e promuovere lo sviluppo sostenibile di tale attività di pesca, garantendo sia un equo riconoscimento economico per i pescatori e sia la fruibilità della risorsa per le generazioni future.


Il Progetto

Per questo progetto La Blu Marine Service si è basata: sia sui risultati di ricerche scientifiche che sono state condotte in Alto Adriatico, circa la possibilità di allevamento delle seppie in ambienti protetti; sia attraverso una sperimentazione diretta condotta nella Primavera-Estate del 2011.

Il progetto consiste nell'implementare delle tecniche di recupero delle uova, che altrimenti una volta rimosse dai pescatori e gettate in acqua sarebbero a rischio di spiaggiamento, esposte allo strofinamento sul fondale e soggette a predazione; per questo si sono studiati appositi contenitori dedicati a contenere le uova che verrebbero comunque rimosse e destinate alla distruzione.

Il progetto si prefigge di mettere a punto e diffondere le tecniche più idonee e meno impattanti per permettere la conservazione delle uova di seppia che altrimenti andrebbero perse e diffondere questi metodi e tecniche a tutti i pescatori appartenenti al Cogepa lungo la fascia costiera che va da San Benedetto del Tronto a Porto Sant'Elpidio.

La fase di test di queste strutture è stata effettuata nel corso del 2011 e ha previsto una sperimentazione diretta in mare attraverso la collaborazione dei pescatori della piccola pesca, per valutare quali potessero essere le strutture più idonee alla riproduzione e le modalità che meno impattino sulle attuali modalità di cattura. I risultati hanno confermato l'efficacia dei contenitori messi a punto e la fattibilità di conservazione delle uova con tali modalità.

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