Progetto Reintroduzione della lumachina di mare


PROGETTO DI REINTRODUZIONE DELLA LUMACHINA DI MARE

La Blu marine service ha realizzato insieme al Co.Ge.P.A. (Consorzio di Indirizzo, Coordinamento e Gestione tra Imprese della Piccola Pesca Artigiana), che raggruppa i pescatori artigianali del compartimento marittimo di San Benedetto del Tronto, ha ideato, realizzato e portato a termine un Progetto innovativo per mettere a punto tecniche di ripopolamento della lumachina di mare.

In particolare il progetto ha previsto la sperimentazione di collettori (raccoglitori) per capsule ovigere di lumachina di mare, nelle aree dove la risorsa è ancora frequente, per spostarli in zone fortemente depauperate. Inoltre si è sperimentato lo spostamento dei giovanili di tali gasteropodi in siti con scarsa popolazione al ne di mettere a punto una tecnica in grado di contribuire, accelerandolo, il ripopolamento della zona.

Lo scopo dell’intervento è stato quello di sperimentare tecniche di ripopolamento della risorsa al fine di promuovere un sviluppo sostenibile dell’attività di pesca e garantire il mantenimento dello stock ittico della risorsa.

Il Progetto finanziato tramite i fondi FEP 2007- 2013, Misura 3.5 Progetti Innovativi, si è svolto concretamente tra Gennaio e Giugno 2013 nel tratto costiero del Compartimento Marittimo di San Benedetto del Tronto, tra Pedaso e San Benedetto del Tronto.

Le tecniche sperimentate e messe a punto nel corso del progetto hanno portato alle seguenti considerazioni/conclusioni:

• a) lo spostamento dei giovanili di Nassarius mutabilis in aree in cui il sedimento è costituito da sabbia, può essere una tecnica utile per attuare pratiche di ripopolamento. La

certezza acquisita, anche tramite il monitoraggio effettuato, che le lumachine non compiono ampi spostamenti, conferma l’ipotesi che aree depauperate potrebbero essere ricolonizzate direttamente anche con lo spostamento dei giovanili;

•b) la capacità dei collettori sperimentati di acquisire capsule ovigere ad elevata densità permette di collezionare una grande quantità di uova che possono essere spostate in altre aree vocate, malgrado siano oggi depauperate;

• c) la notevole concentrazione di uova sui supporti utilizzati (soprattutto sui collettori a piramide) evidenzia come le lumachine richiedano superfici su cui effettuare la deposizione. L’elevato numero di uova depositate anche su più strati fa supporre che l’elevata concentrazione sia dovuta anche alla scarsità di substrati utilizzabili oggi poco frequenti su un fondale sabbioso.


Il posizionamento in mare di tali collettori per uova, come quelli sviluppati nel progetto, garantirebbe superfici adatte alla riproduzione del gasteropode anche nelle aree in cui esso è in riduzione (fondale della fascia costiera, come quello del Medio Adriatico, habitat elettivo di Nassarius, oggi scarsamente dotato di substrati solidi idonei, sui quali gli animali possano deporre le uova).

La condivisione dei risultati ottenuti dal progetto con l’importante partecipazione della marineria ha determinato una maggiore consapevolezza nel voler gestire la risorsa considerando con accresciuta attenzione l’attività di rigetto dei giovanili e la possibilità di facilitare la riproduzione dell’animale, al fine di garantire una popolazione del gasteropode abbondante ed in equilibrio.


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