Missione: preservare le perle dell’Adriatico liberandole dall’inquinamento e dalla plastica

Progetto

Supportare il piano d’azione dell’Area Marina Protetta Isole Tremiti nella riduzione dell’inquinamento umano attraverso l’implementazione di attività concrete con la popolazione locale e i fornitori di prodotti ittici.

Focus

Il Mar Mediterraneo è stato riconosciuto come un punto caldo mondiale per l’inquinamento da plastica (Sharma S, Sharma V e Chatterjee S, 2021). Ogni giorno vengono gettate in acqua circa 730 tonnellate di rifiuti di plastica, che rappresentano tra il 95 e il 100% del totale dei rifiuti galleggianti e oltre il 50% dei rifiuti dei fondo del mare. Inoltre, le materie plastiche monouso costituiscono oltre il 60% del totale dei rifiuti marini registrati sulle spiagge.

Gli studi hanno dimostrato che il polistirene espanso (EPS) è una delle tre principali cause di inquinamento causato da rifiuti solidi marini di origine antropica, il cosiddetto marine litter.

Situate nel Mar Adriatico, le isole Tremiti ospitano una riserva marina gestita dal Parco Nazionale del Gargano. In estate la popolazione di queste isole ad alta attrazione turistica cresce dieci volte tanto, il che aumenta notevolmente la quantità di rifiuti prodotti.

Nonostante il divieto di utilizzo di articoli in plastica monouso imposto dal Comune nell’aprile 2018, le isole hanno faticato a mettere in atto un meccanismo sostenibile per ridurre l’uso della plastica, soprattutto perché dipendono ancora da prodotti ittici provenienti dall’esterno. Inoltre, lo sviluppo dell’acquacoltura (piante di cozze) tra la costa italiana e le isole Tremiti comporta un’altra pressione per gli ecosistemi marini in termini di produzione di rifiuti.

Il Concentrando il 7% di tutte le microplastiche globali, il Mediterraneo è la sesta zona di accumulo di rifiuti marini al mondo.

Obiettivi

Migliorare la gestione dei rifiuti sulle isole favorendone la riduzione mediante l’utilizzo di strumenti innovativi e attività concrete da realizzare con il contributo degli isolani secondo due linee di attività:

  • ridurre l’inquinamento da plastica attraverso l’introduzione di imballaggi alternativi realizzati con materiali innovativi
  • ridurre i rifiuti marini e migliorare la gestione dei rifiuti organici attraverso contenitori domestici autocostruiti con vecchie boe

Attività

Imballaggi biodegradabili per il settore ittico

Per limitare l’uso della plastica usa e getta, si è incentivato l’impiego di un innovativo imballo in Biofoam: un materiale innovativo, biodegradabile e compostabile, dotato di tutte le certificazioni necessarie per l’utilizzo nel settore alimentare e con caratteristiche identiche al polistirolo EPS.

Il progetto ha coinvolto i principali fornitori di prodotto ittico provenienti dai porti dell’Adriatico, ai quali sono state fornite 500 cassette in Biofoam da utilizzare per il trasporto del pesce sulle isole. Sono tre i grandi distributori coinvolti nel progetto che hanno utilizzato il nuovo packaging biodegradabile e che si impegneranno nella valutazione di una possibile riduzione del packaging in plastica con materiali più ecosostenibili: Quartiglia Spa, Geldi Spa; MARR Adriatico.

Una volta utilizzate, le cassette in Biofoam possono essere conferite nel normale circuito di smaltimento dell’umido ed avviate al compostaggio industriale, contribuendo allo sviluppo di un’economia circolare anche nel settore ittico.

Compostaggio Domestico

Al fine di migliorare la gestione dei rifiuti sull’isola si implementeranno due attività legate al compostaggio domestico:

  • Recupero dei rifiuti marini: attraverso l’organizzazione di laboratori aperti a tutta la cittadinanza, in collaborazione con Diving MarlinTremiti, le boe utilizzate nei campi di mitilicoltura e ora dismesse o abbandonate, sono state trasformate in compostatori domestici che potranno essere utilizzati gratuitamente dalla cittadinanza che ne farà richiesta. È stato realizzato anche un manuale contenente tutte le indicazioni per creare in autonomia altri compostatori domestici in futuro.
  • Riduzione dei rifiuti domestici: tramite la fornitura gratuita di un compostatore innovativo (Hotbin), capace di compostare tutti i rifiuti organici senza l’utilizzo di energia elettrica, sarà possibile biodegradare e compostare direttamente sull’isola le bioplastiche (piatti, bicchieri ed anche le stesse cassette in biofoam), minimizzando il quantitativo della frazione organica da conferire in discarica.

Sensibilizzazione

Sono stati organizzati anche due convegni aperti alla cittadinanza per sensibilizzare sul tema dell’inquinamento marino e dell’impatto delle plastiche negli oceani, informando sulle attività implementabili per ridurre l’impatto umano sugli ecosistemi marini.

Risultati

Al lancio del progetto, circa 150 persone hanno partecipato alle iniziative di sensibilizzazione sull’inquinamento da plastica ed altre 30 persone sono state formate alla realizzazione dei compostatori domestici.

Il progetto ha indicato vie concrete per migliorare la gestione dei rifiuti delle isole Tremiti, anche se c’è ancora molta strada da fare per arrivare alla completa eliminazione del polistirolo monouso. Il Comune ha infatti ritenuto che fosse ancora prematuro imporre il divieto di utilizzo di imballi in EPS, che risultano essere ancora i più competitivi sul mercato (€ 0,65 per unità) rispetto alla innovative cassette in Biofoam (€ 1,20 per unità).

Ciononostante, i fornitori di pesce hanno compreso la validità dei materiali bioplastici e la necessità di una progressiva riduzione nell’uso di imballi in EPS, al punto da condividere l’iniziativa con un ristorante stellato della Costa Azzurra che ha poi ottenuto la certificazione plastic-free.

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